Giustizia, Pace, Integrità del Creato
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Seminario su Accaparramento di Terre

Documenti di base

Lettera di invito a Seminario su Land Grabbing nel contesto della formazione GPIC

Modello di lettera che può essere inviata ai: rappresentanti della socità civile, Superiori generali delle Istituzioni missionarie,  leader religiosi e leader di comunità indigene,  reti regionali, coalizioni e alleanze e  altre istituzioni interessate o relazionate con i temi del LG.                               

Se vuoi camminare veloce, cammina da solo; 
se vuoi arrivare lontano, cammina insieme. 

(Proverbio dell’Africa occidentale)

Comitato Organizzatore per la

Formazione GPIC sull’Accaparramento di Terre


Gentili Signore e Signori,

Il fenomeno dell’accaparramento delle terre (land grabbing) è in rapida espansione e costituisce una minaccia per la gente di oggi e per quanti nasceranno in futuro. Preoccupati per i suoi effetti devastanti sui mezzi di sussistenza, i diritti umani e l’identità culturale di persone e comunità, abbiamo lavorato per sviluppare un percorso formativo su questo specifico problema.

Tramite questa lettera desideriamo:

  • Inviarvi informazioni essenziali sul seminario, condividerne gli obiettivi e le modalità di svolgimento (sezioni dall’1 alla 3 del documento).
  • Condividere con voi una bozza dei contenuti del programma di formazione proposto (Allegati 1 e 2 che saranno inviati a breve).
  • Ci siamo sforzati di preparare un percorso ampio e significativo, ma il nostro programma di formazione è una proposta che si adatta e si contestualizza in base ai bisogni locali e alle priorità di ogni paese / regione.
  • Le 23 sezioni – più una introduttiva e una conclusiva ? possono essere offerte in un programma completo o per tappe; alcune possono essere omesse o modificate in base alla realtà del territorio.
  • Chiedere il vostro aiuto per identificare i candidati idonei per il seminario. I dettagli di un profilo ideale dei partecipanti sono indicati nella Sezione 4 del presente documento.

1) Perché una capacitazione sull’accaparramento di terre?

Questa formazione è in consonanza con gli sforzi della Chiesa cattolica in favore della Pace, la Giustizia sociale e la Salvaguardia della Creazione. È stata sviluppata come risposta agli interrogativi posti dal Sinodo speciale sull’Africa del 2009, in cui i vescovi hanno espresso la loro profonda preoccupazione per la rapida espansione di questo fenomeno nelle terre d’Africa.

Nasce anche dalle preoccupazioni manifestate sempre più di frequente dai missionari che lavorano con le comunità locali in Africa, America Latina e Asia, e anche dalla società civile:

  • Il tempo sta scadendo, perchè la terra si sta esaurendo.
  • A livello mondiale esiste una consapevolezza crescente del fatto che la terra è al centro di numerosi problemi legati all’acqua, ai minerali grezzi, alla sovranità alimentare, all’identità culturale e ai cambiamenti climatici.
  • Le leggi, le normative e i principi che si prefiggono la protezione del diritto alla terra e dei diritti umani di contadini e popoli indigeni sono molti e, spesso, molto buoni, a volte perfino riconosciuti e teoricamente accettati. Tuttavia il problema persiste e sta raggiungendo un punto di non ritorno.
  • ONG, gruppi, università e anche organizzazioni internazionali già cercano di fare un buon lavoro, e a volte riescono a ottenere, seppur con difficoltà, risultati duraturi. Tuttavia, gli unici che hanno il diritto e la forza di alzare costantemente la loro voce, dato che sono le vittime dirette dell´AT, sono i contadini, i piccoli agricoltori e gli stessi popoli indigeni.

2) Quali sono gli obiettivi principali di questa formazione?

  • Dare una risposta concreta al problema dell’accaparramento delle terre in una determinata zona, offrendo agli attori locali le conoscenze e gli strumenti utili per la pianificazione di azioni idonee a prevenire e contrastare il fenomeno (AT).
  • Formare un gruppo di persone di varia estrazione che rappresentino la diversità della comunità e delle vittime dell´AT.
  • Contribuire alla nascita tra i partecipanti di una rete locale in grado di reagire e dare una risposta alle problematiche legate all’AT, a seconda dei casi e, dove necessario, attraverso iniziative concertate.

3) Com’é sorta l’iniziativa?

  • Varie ONG ispirate alla fede cattolica, specialmente la “Rete Africa e Europa, Fede e Giustizia” (AEFGN) hanno contribuito per vari anni allo sviluppo di una solida ricerca e alla promozione di azioni per contrastare l’AT.
  • All’inizio del 2013, su iniziativa di VIVAT International si è formato un gruppo che si occupa di questo tema tra le ONG di ispirazione cristiana, con status speciale di consulenti presso il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) e il Dipartimento di informazione pubblica (DPI) delle Nazioni Unite. I ruoli sono stati suddivisi tra i membri del gruppo e alcuni hanno preso l’iniziativa di rivedere le ricerche, le informazioni e le prove a livello mondiale sull’AT, e la raccolta di notizie sulle organizzazioni che stanno lavorando per affrontare questa questione nelle varie parti del mondo.
  • Nell’elaborazione di una revisione delle fonti bibliografiche provenienti da tutto il mondo – ora disponibile on-line – risultò subito evidente che c’è una grande quantitá di informazioni e di prove disponibili e un mucchio di materiale in produzione, oltre a numerose campagne di ottima qualitá.
  • Ciononostante, si è osservato che non è stata proposta nessuna strategia mondiale coerente contro l’AT. Buone prassi stanno comparendo qua e là, in modo disperso, spesso come risultato della collaborazione tra organizzazioni internazionali e comunità locali, prova che la formazione dei cittadini è il punto di partenza per affrontare la questione dell’accaparramento delle terre.
  • Un gruppo di volontari, religiosi e laici, profondamente preoccupati dalla minaccia che l’AT rappresenta per la Terra e per il futuro di tutti, ha preso l’iniziativa di sviluppare questa proposta di formazione. Il lavoro effettuato fino ad ora è appoggiato da VIVAT International (New York – ONU) e da AEFGN (Bruxelles – Parlamento europeo).
  • Nel desiderio di collaborare con gli attori locali, abbiamo offerto questo percorso di formazione pilota in Perù e Guatemala. Sulla base dei risultati di questa fase, il programma di formazione sarà rivisto e portato a termine e, in seguito, esteso anche ad altri paesi.

4) A chi si rivolge questa formazione?

Crediamo che per garantire il massimo impatto di questa formazione, i partecipanti dovrebbero rispondere all’insieme dei seguenti criteri:

  • Partecipare direttamente al lavoro con le comunità implicate nell’AT e/o lavorare alle problematiche di questo fenomeno nella loro condizione di membri della società civile o di rappresentanti di organizzazioni non governative, di leader religiosi o animatori di comunità locali di fede, come leader di popoli indigeni o rappresentanti di organizzazioni contadine, di gruppi di donne, di giovani, di cooperative, di organizzazioni o essere attori locali rilevanti di altro tipo;
  • Avere un buon livello di formazione nella lingua che si usa nel seminario, al fine di essere in grado di seguire la formazione e di partecipare attivamente ai dibattiti;
  • Essere disposti e in grado di trasferire le conoscenze acquisite durante la formazione. Ai partecipanti si chiederà di trasmettere i contenuti del seminario ed essere “moltiplicatori” nelle loro comunità e organizzazioni;
  • Essere appassionati dei problemi della terra e dell’impegno per prevenire e contrastare AT;
  • Possedere una buona capacità organizzativa e di pianificazione;
  • Essere capaci di comunicare e creare reti di contatto.

Si raccomanda caldamente una consistente partecipazione di donne e giovani che soddisfino i criteri di eleggibilità. Il comitato organizzatore si sforzerà di garantire che i diversi gruppi di attori locali coinvolti e interessati ai problemi della terra siano rappresentati nel gruppo di formazione.

Questi documenti, per una loro ampia distribuzione, sono in inglese e in spagnolo oltre che in italiano e in francese.

Attendiamo con interesse la vostra risposta, i vostri commenti e suggerimenti per aiutarci ad avanzare nella preparazione di questa formazione nel vostro paese / regione. Vi invitiamo a farle pervenire a p. Gian Paolo Pezzi, mccj, alle e-mail pezzijp@hotmail.com o jpic-mccj@comboni.org

In attesa di una vostra risposta positiva, vi ringraziamo per il tempo e l’attenzione prestati al nostro invito.

Vi salutano cordialmente,

P. Gian Paolo Pezzi, Mccj

Elizabeth Mary Lanzi Mazzocchini

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