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Tribù autoctone americane > l'oleodotto North Dakota

Chicago 18.09.2016 Jpic-jp.org Traduzione di: Sara Clemente

Il 1° aprile del 2016 decine di membri di diverse tribù autoctone USA hanno montato a cavallo per protestare contro il progetto di costruzione di un oleodotto, che attraversando il fiume Missouri, invaderebbe le loro terre tradizionali a poche centinaia di metri dal North Dakota. Questo progetto di gasdotto è un tipico caso di violazioni dei diritti umani che esige una risposta e può diventare guida e paradigma per una capacitazione all'autodifesa.

Un gruppo di rappresentanti di circa 200 tribù degli Stati Uniti, è in allerta perchè il progetto Dakota Pipeline potrebbe causare la contaminazione del fiume omonimo. "Senza acqua non c'è vita, e questo fiume ne è la nostra principale fonte". Difatti, il gasdotto dovrebbe attraversare la falda aquifera  Ogallala -una falda poco profonda-, che da milioni d'anni corre su otto Stati degli USA - e che fornisce acqua fresca per uso umano e per l'agricoltura nel suo percorso lungo la Standing Rock Indian Reservation. Una fuoriuscita del gaseodotto potrebbe contaminare la falda acquifera Ogallala già in crisi  e a rischio di rimanere a secco, il che comprometterebbe notevolmente il rifornimento d'acqua per milioni di persone. Non solo, ma attraversarebbe territori d'importanza storica per questa nazione Sioux, tra cui i luoghi di sepoltura, come sostiene un membro della tribù Standing Rock: "Nelle loro perforazioni sotto il fiume stanno arrivando a 400 m. dalla tomba di mio figlio, di mio padre, e di mia zia che ho sepolto la settimana scorsa". Inoltre, anche se questo popolo ora vive in una riserva, la Dakota pipeline attraversarebbe le terre loro assegnate da antico trattato.

La Bakken Oil Field sembra quindi essere come l'avanposto di una base operativa per l'ultima invasione industriale delle Indian Treaty Lands, e porterebbe con sé corruzione, inquinamento e violenza, come fece oro all'epoca della sua scoperta nel Sud Dakota nell'800. Per questo, la battaglia della tribù Sioux si accredita dei giusti requisiti per un'autodifesa di successo. Anzitutto, le tribù hanno chiesto uno studio sull'impatto ambientale che non è mai stato fatto; in secondo luogo, le rivendicazioni delle tribù autoctone sono ampiamente giustificate dal punto di vista legale perché la pipeline viola il loro diritto all'acqua garantito dai trattati e dai protocolli associati a tale diritto; e terzo, la loro è una difesa di un bene comune: "Non è solo il nostro problema. Tutti a valle ne porteranno le conseguenze, lungo tutto il percorso fino al Golfo del Messico", afferma il loro portavoce.

In realtà, il gruppo è composto da membri della tribù Standing Rock così come da altre tribù del Nord e Sud Dakota, tra cui la Cheyenne River Lakota e la Rosebud Sioux. Per questo, si sono uniti nel cavalcata, la corsa e la camminata per raggiungere Cannonball, nel North Dakota e stabilire un Campo dello Spirito dove è previsto che l'oleodotto attraversi il fiume. Hanno in programma di rimanere lì a tempo indeterminato come un gesto per creare consapevolezza e che sia simbolo della resistenza contro la costruzione del gasdotto. Un aspetto ancora più importante è questo: gli impatti socio-culturali dell'oleodotto vanno ben oltre la distruzione ambientale e quindi autoctoni e no si sono uniti in questa manifestazione a staffetta lunga 800 km chiamata Run for Your Life (Corri per la tua vita). E' iniziata il 24 aprile e doveva terminare il 3 maggio presso la sede del Corpo degli Ingegneri dell'Esercito a Omaha, Nebraska, dove i manifestanti avrebbero consegnato una petizione.

 "Tutto viene con il gasdotto: l'alto tasso di criminalità, la droga, il traffico di sesso e non vogliamo questo per la nostra gente", hanno dichiarato due madri Kettle Lakota. Il gasdotto è visto come l'antica ferrovia che per prima attraversò il territorio: non solo divise la mandria di bufali in due e impedi all popolazione locale di avere i bufali vicino; non soIo i cacciatori di bufali ne sterminarono le mandrie, ma "attrassero nel territorioa noi riservato con un trattato  coloni e pellegrini, finendo con influenzare il nostro modo di vivere e la nostra libertà", hanno aggiunto.

I diritti legali della Tribù Lakota si basa sulla Winters dottrina, pietra miliare nella casistica della Corte Suprema che nel 1908 ha chiarito il loro diritto a un acqua pulita del fiume Missouri. "Abbiamo dato gli Stati Uniti il diritto di utilizzare la nostra acqua", sostiene il loro rappresentante Yellow Fat. "Il governo degli Stati Uniti sta ancora una volta permettendo che i soldoni calpestino i nostri diritti. Una volta il nostro territorio si stendeva a perdita d'occhio. Adesso viviamo come in un campo di concentramento. E ora vogliono portarci via anche questo",  aggiunge. La speranza di una conclusione pacifica deve sempre prevalere, ma avverte: "Questa è una lotta per il nostro futuro. Guardate come i nostri antenati di un passato recente hanno combattuto e sono morti; lo hanno fatto anche i nostri bisnonni per quel poco che oggi abbiamo. Non siamo disposti a consentire loro di portarci via altro".

E' uno splendido esempio di advocacy che unisce la base giuridica, l'affermazione dei diritti umani, la ricerca del bene comune con una battaglia che ha dei perfetti fondamenti storici. E può essere preso come una linea guida e un paradigma per qualsiasi difesa auto-potenziata.

Fonte:

- http://www.theguardian.com/us-news/2016/apr/01/native-american-north-dakota-oil-pipeline-protest

Vedi anche

- http://omissisnews.com/usa-south-dakota-i-sioux-si-uniscono-per-contrastare-loleodotto-keystone-xl/

- http://omissisnews.com/usa-south-dakota-i-sioux-si-uniscono-per-contrastare-loleodotto-keystone-xl/

- http://www.truth-out.org/news/item/35859-lakota-lead-the-fight-against-the-dakota-access-pipeline

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